Lavoro formazione offerta contratti

Lavoro formazione offerta contratti

Negli ultimi anni il mondo del lavoro è notevolmente cambiato: le aziende sempre di più richiedono personale “flessibile”, adattabile cioè alle esigenze produttive. Questa è la realtà con cui si scontra un giovane alla ricerca di lavoro e con la quale deve fare i conti. Non esiste più il “posto fisso”, quello che ti accompagna fino alla pensione, e ti garantisce reddito fisso e sicurezza, ma bisogna abituarsi all’idea di cambiare spesso lavoro, accettando contratti temporanei. Naturalmente, in condizioni ottimali (lavoro sempre a disposizione) cambiare spesso lavoro può essere perfino divertente e stimolante, perché costringe a uno sforzo creativo di cambiamento e riadattamento a situazioni e professioni nuove.

E’ utile, ad esempio, puntare sulle competenze di base che si apprendono durante i percorsi scolastici e formativi; senza però dimenticare che è necessaria una corretta conoscenza della lingua italiana, anche per svolgere un lavoro tecnico-manuale; inoltre sempre più sono richiesti altri due requisiti: almeno una lingua e saper utilizzare un personal computer nelle applicazioni di base (compreso Internet). Ci sono infine caratteristiche “personali” che tendono a facilitare l’approccio al lavoro: ad esempio: la capacità di relazionarsi con gli altri, un aspetto curato, una buona manualità, disponibilità riguardo agli orari.

Tipologie di lavoro

  • Contratto a tempo parziale: l’orario di lavoro è inferiore a quello contrattuale (le “40 ore”), distribuito in modi diversi durante la settimana, mese o anno;
  • Contratto a progetto: è un rapporto di collaborazione, con durata definita nel tempo, tra il datore di lavoro e il collaboratore, per portare a termine un determinato lavoro, anche in maniera autonoma;
  • Job sharing o lavoro ripartito: è un rapporto di lavoro “normale”, ma con una caratteristica: sono due persone, invece che una, ad assicurare al datore di lavoro la copertura dell’orario di lavoro;
  • Telelavoro: in alcuni casi, è possibile lavorare, grazie a una postazione attrezzata, stando a casa propria; il vantaggio è di riuscire a conciliare i tempi del lavoro con le esigenze personali o familiari;
  • Prestazioni di lavoro accessorio: sono lavori puramente occasionali per i quali non si possono percepire compensi superiori ai 5.000 € annui complessivi;
  • Lavoro intermittente: il lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro, che lo chiama in servizio, con un certo preavviso, quando ve ne è la necessità;
  • Contratto di somministrazione di lavoro (ex lavoro interinale): ci si rivolge ad un’apposita agenzia che, in base alle caratteristiche professionali possedute, trova una collocazione presso le aziende che richiedono personale, anche per brevissimi periodi.

 

Vi sono poi i cosiddetti contratti a contenuto formativo, quelli cioè in cui è prevista, oltre all’attività lavorativa, una parte di formazione, sia interna all’azienda che esterna:

  • L’apprendistato, che è anche uno dei modi per assolvere al diritto – dovere all’istruzione e alla formazione; interessante nel Veneto è la sperimentazione in atto dei cosiddetti contratti di alto apprendistato, grazie ai quali giovani apprendisti laureati potranno conseguire un master universitario di primo livello;
  • Il contratto di inserimento, che contiene un progetto individuale di adattamento delle competenze professionali di un lavoratore;
  • Il contratto di formazione lavoro, riservato al settore pubblico.

Avvicinarsi al lavoro

Il primo passo è il curriculum vitae (qui è possibile inviarcelo), quel “pezzo di carta” in cui vengono riassunti momenti importanti della vita scolastica. La suddetta, Formativa e lavorativa e a volte anche personale,  fa conoscere l’aspirante lavoratore alle aziende. Quel “ritratto” di noi stessi che deve invogliare il potenziale datore di lavoro a conoscerci. Navigando in Internet si troveranno molti suggerimenti per compilarlo.